Cerca

LE IDEE… facciamole girare!

Blog di attualità, cultura, arte, spiritualità

ITHACA AT LAST!

The sound of clattering cups and voices humming                                                                       under the blare of the latest hit, “Gangnam Style,”
mingled with the sad clank of a slot machine and
the fragrance of pastries and coffee, in the usual
hubbub of an Italian café…
It was January 3, 2013 and we were in Milan, at
the small coffee bar Elite, not far from Adrian’s
house; he and I were sitting across from each
other at a little table by the wall. Continue reading “ITHACA AT LAST!”

FINALMENTE ITACA!

Scontro rumoroso di tazzine, vocìo confuso sotto la musica a tutto volume del tormentone del momento, The Gangnam style, mescolata al rumore triste e meccanico di una slot machine, odore di dolci e di caffè nel via vai tipico dei bar italiani…
E’ il 3 gennaio 2013, siamo a Milano, nel piccolo bar Elite, non troppo lontano dall’abitazione di Adrian: io e lui di fronte, davanti a un tavolino addossato al muro. Ci conosciamo da tre anni, perché nel 2009 Adrian ha partecipato alla mostra Across the cross di Trapani. Gli ho chiesto di poterlo incontrare perché vorrei scrivere su di lui nella mia tesi di laurea; si comincia con i soliti convenevoli, ma la conversazione prende quasi subito una piega inattesa, che mi riempie di stupore e di curiosa trepidazione; il tono si fa intimo, personale; neanche venti minuti e il discorso è già andato a finire lì, su Ferdinand, suo padre, sulla sua morte prematura, appena trentasettenne, precipitato da una montagna in una notte cupa di pioggia violenta e crudele, insieme ai suoi amici. Il tema del padre ritorna più volte nel dialogo; Adrian mi dice cosa sta leggendo: Il complesso di Telemaco di Massimo Recalcati, sulla nostalgia del padre, proprio così! Continue reading “FINALMENTE ITACA!”

CASA CIRCONDARIALE ROMA-TRAPANI 2008-2009

15241779_728102287341683_6342716125950696524_n Guardando i ritratti delle detenute delle case circondariali di Rebibbia e Trapani, realizzati da Melania Comoretto, colpisce il senso di intimità che essi trasmettono. L’obiettivo fotografico le va a trovare tra i panni stesi ad asciugare o da stirare, con la testa sul lavandino per lo shampoo, in una posa di riflessione o riposo sul letto, in un abbraccio alla propria nudità fatta di sereno pudore, con il proprio bambino in braccio tutto attratto dalle madre come qualunque bambino del mondo. I volti e il corpo di queste donne sono decontestualizzati; e la domanda: «perché sono così tristi» anziché cadere nella retorica del degrado morale di donne sfortunate, può andare a collocarsi su un piano più elevato, quello della “tristezza umana” come condizione universale che prescinde dalla situazione e dal luogo entro cui l’immagine le ha colte. Continue reading “CASA CIRCONDARIALE ROMA-TRAPANI 2008-2009”

SAN ROCCO TRAPANI, cos’è?

cristo-danzante

 

 

 

 

http://www.panorama.it/panorama-tv/panoramaditalia-video/panoramaditalia-trapani-video/don-liborio-palmeri-museo-san-rocco-sacro-e-laico-al-tempo-stesso/

Outsider, ma non troppo: un ritratto dell’artista Stefano Gianquinto

14805528_10154659314283928_877812116_nStefano Gianquinto è un artista che si colloca totalmente al di fuori del «sistema dell’arte»: non ha una galleria di riferimento, non ha un sito, né cura una pagina Facebook; ignora le avanguardie e non si avventura in nessuno dei nuovi linguaggi artistici del Novecento; semplicemente dipinge quadri, scrupoloso fino alla manìa della qualità della tela e dei pigmenti della sua tavolozza.
Continue reading “Outsider, ma non troppo: un ritratto dell’artista Stefano Gianquinto”

Grazie a Luciano Lombardi di Panorama!

trapani-artluglio-2014

http://www.panorama.it/panoramaditalia/trapani/trapani-museo-di-san-rocco-un-ponte-tra-il-sacro-e-la-laicita/

Ehi, pipol, attenti a quei due!

calandra-e-calandraLa prossima tournèe dei Calandra&Calandra negli Stati Uniti, premia il lavoro creativo dei due fratelli artisti alcamesi che, in questi ultimi anni, avendo in parte abbandonato le divertenti cover della grande tradizione dialettale siciliana, hanno compiuto un’operazione ben più complessa su testi e melodie di nuova creazione raccogliendo vastissimi consensi non solo nei concerti, ma anche e soprattutto nell’impegnativo agone della rete internet, con milioni di visualizzazioni dei loro raffinatissimi video, seguiti da entusiastici commenti.
E’ evidente che la strada intrapresa è quella più difficile. Far rivivere una tradizione, infatti, pur essendo un compito impegnativo, è implicito nello stesso concetto di tradizione. Una canzone entra nella tradizione quando se ne appropriano diversi cantanti, quando realizzarne una cover diventa il modo più facile per farsi conoscere come interpreti. Questa fase i Calandra&Calandra l’hanno in gran parte già tutta attraversata, e, ci sentiamo di dire, brillantemente superata. Canzoni come ‘U sciccareddu, Tri tri tri, Lu mercatu sono rientrati nell’immaginario collettivo con tutto il peso della loro popolarità, ma con un sapore del tutto nuovo, un marchio originale (mood), il loro, che è quello con cui probabilmente oggi sono riconoscibili alle nuove generazioni. Una canzone della tradizione diventa “nuova” solo in forza di un’interpretazione convincente che la rende attuale. Pensiamo, per fare esempi illustri, al ritorno di Meraviglioso di Modugno con i Negramaro, alla nuova energia che Giorgia ha dato a Nessun dolore di Lucio Battisti o allo struggimento di Noemi nel cantare Albachiara di Vasco. Fino a qui, dunque, onore ai Calandra&Calandra che hanno saputo rivisitare un certo repertorio siciliano con originalità e, di volta in volta, o con drammatica passione o con irresistibile divertimento.
Ma i “due” non si sono fermati a questo. Continue reading “Ehi, pipol, attenti a quei due!”

La bufala è nel Codice!

Ho letto, a dieci anni dalla pubblicazione, IL CODICE DA VINCI.
Se penso a quanto rumore mediatico ha fatto, davvero provo un senso di fastidioso stupore.
Mezza pagina di Mario Puzo, di Ken Follett o Stephen King, valgono l’intero libro e una sola inquadratura di Eyes wide Shut di Kubrick è decisamente più affascinante ed esoterica.
A parte la qualità mediocre della scrittura, il meccanismo del thriller é pieno di incongruenze e  la stessa trama si inceppa impietosamente. I personaggi appaiono slegati e ad un certo punto clamorosamente espulsi dalla trama (primo fra tutti il povero monaco albino Silas che sembra Salvatore del Nome della Rosa uscito da un’astronave di Star Trek ed entrato per sbaglio in un film di Tarantino). Continue reading “La bufala è nel Codice!”

Psicologia dell’età…involutiva!

I quarant’anni portano con sè il ripiegamento, i cinquanta il dispiegamento. I primi sono pericolosi per la vita interiore, i secondi per quella sociale. I cinquant’anni infatti sono una seconda adolescenza accompagnata dalla dolorosa constatazione che il futuro é ormai passato. Per questo a cinquant’anni ci sono uomini che fuggono con donne molto più giovani, indossano i jeans e la camicia a fiori e ricominciano a fumare; sono follie di un’ultima adolescenza disperata.

Alighiero-Boetti_orologio1-1170x563

 

 

 

 

Povero cinquantenne! Ha solo due possibilità: perdere ogni contegno e invecchiare stupidamente; oppure rinsavire, pagare il conto dei propri errori e acquisire una certa saggezza, quella di chi, sapendo di dover morire, non ha più paura di spendere i suoi beni per la vecchiaia.

Si spera di percorrere la seconda via e di arrivare alla morte con in tasca ancora qualche spicciolo di buon senso.

Blog su WordPress.com.

Su ↑